Fluxbox

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Fluxbox è un Window Manager basato su Blackbox che offre un elevato grado di personalizzabilità e features aggiuntive. Il punto di forza di Fluxbox è la sua estrema leggerezza e di conseguenza le alte prestazioni. Fluxbox mette a disposizione le sueguenti caratteristiche:

  • Tab delle finestre configurabili.
  • Supporto per l'Antialias (Xft)
  • Supporto UTF-8
  • Barra delle Icone
  • Autoraggruppamento delle finestre/tab
  • Cambio del workspace con la rotella del mouse
  • Titlebar configurabile (posizionamento dei bottoni, nuovi bottoni, etc.)
  • Supporto per KDE e Gnome
  • Supporto per "Extended Window Manager Hints" (ewmh)
  • Keygrabber integrato (supporta emacs-like keychains)
  • Opzione "Maximize over slit"
  • Ordinamento delle dockapp nella slit


Attorno a fluxbox sono nati molti programmi satellite che consentobo di modificarne l'aspetto e le caratteristiche. FbDesk ad esempio consente di mostrare le icone sul desktop, oppure FluxConf disponibile nella home page del progetto FluxBox che consente di configurare al meglio il nostro Window manager (ricordiamo per altro che se decidiamo di non utilizzare FluxConf la configurazione di Fluxbox va fatta operando direttamente sui semplici files di testo che lo governano (di default nella directory ~/.fluxbox)

Contents

Installare fluxbox

Molte distribuzioni GNU/Linux mettono a disposizione dei propri utenti una versione di fluxbox già pacchettizzata che rende il processo di installazione rapido ed indolore. Nonostante questo però, qualcuno, potrebbe decidere di procedere con l'installazione di fluxbox direttamente dai sorgenti per poter avere, la più recente versione di Fluxbox non ancora disponibile in formato binario oppure per compilare Fluxbox con certe particolari opzioni (flags).

Installazione da sorgenti

La prima cosa da fare è di andare alla pagina dei download e scaricare il tarball dei sorgenti Una volta terminato il download del file fluxbox-x.x.x.tar.gz procediamo con la sua decompressione, lanciando il comando:

tar xzvf fluxbox-x.x.x.tar.gz

A questo punto otterremo la directory fluxbox-x.x.x all'interno della quale saranno presenti tutti i file sorgenti che compongono fluxbox. Entriamo in questa directory e cominciamo a compilare il nostro fluxbox, lanciando i comandi:

./configure
make

Se tutto è andato a buon fine possiamo procedere con l'installazione vera e propria che avviene lanciato il comando

make install


La prima volta con fluxbox

Al primo avvio di fluxbox, dovreste trovarvi di fronte ad uno sfondo bianco e ad una toolbar posta in basso. L'interfaccia è abbastanza intuitiva. Clickando con il tasto destro del mouse in qualsiasi punto dello schermo, vi verrà mostrato il menu di fluxbox. La toolbar mostra le icone di ogni finestra aperta. Vengono messi a disposizione quattro diversi workspace simili a quelli di KDE. Le applicazioni aperte in un workspace non verranno mostrate negli altri workspace. Potete anche spostare le applicazioni aperte da un workspace all'altro, cliccando col tasto destro sulla finestra dell'applicazione, selezionando Send-To dal menu che vi appare, oppure semplicemente trasportando la finestra al bordo dello schermo, a sinistra per il workspace precedente e a destra per quello successivo.

Argomenti Collegati

Link esterni

Home page del progetto Fluxbox

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